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venerdì 23 maggio 2014

Chi sa cos'è l'Indice di Fiducia del Consumatore ?


In questi giorni ho letto che l'Indice di Fiducia degli italiani è salito di qualche punto, ciò dovrebbe far supporre che l'italiano stesso abbia fiducia nel futuro economico sia personale che del nostro Paese.

Visto che giornalmente per lavoro incontro diversi "consumatori" sento considerazioni del tutto contrastanti a questa notizia.
E' proprio l'incertezza sulla sicurezza del posto di lavoro, sulla guida del paese e quindi sulle imposte che questo o quello schieramento introdurrà o eliminerà, sull'economia in generale che, a quanto sento, frena molti consumatori nell'acquistare casa.
Sono confuso ... O gli italiani quando intervistati vengono pervasi da un profondo ottimismo o forse qualcuno dovrebbe spiegarci come vengono determinati questi risultati .

Che ne pensi, aiutatemi a capire

di Andrea Bertani www.andreabertani.com

mercoledì 21 maggio 2014

Animali e Condominio

Legge 11/12/2012, n. 220 Nuova Legge sul Condominio


L'articolo 16 stabilisce espressamente che "Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali da compagnia".

Il Codice Civile stabilisce che gli animali domestici fanno parte del nucleo familiare.

L'unica limitazione può essere stabilita a livello contrattule, per esempio se inserita come condizione in un contratto di locazione di un appartamento.

Stabilire che animali rientrano nella categoria "domestici" è più complicato al momento non è stato compilato un elenco.


di Andrea Bertani

giovedì 17 aprile 2014

Creare Valore, questa è la differenza ...

Cari lettori,
voglio condividere con voi questo interessantissimo articolo di Riccardo Scandellari (www.skande.com) sul peso che i motori di ricerca danno alle condivisioni o inoltro di post altrui ma soprattutto sulla forma dei contenuti di chi tiene un blog o digita post sui social.
Molte persone sono più concentrate ad arricchire i post di parole chiave e renderlo interessante per i motori di ricerca invece che pensare al contenuto che può interessare i propri lettori, il proprio pubblico.

Condivido in pieno questo concetto e soprattutto il mantra :
"scrivo per i miei lettori e non per i motori di ricerca " 

mercoledì 5 marzo 2014

Chi è un Flat Hunter ?

Il Flat Hunter è un professionista nel Settore Immobiliare che cerca un immobile su incarico del cliente acquirente. Questa figura molto diffusa nel mercato americano ma anche nel vecchio continente è ancora poco presente in Italia.
I vantaggi per l'acquirente sono molti, tra i quali non passare giornate interne davanti al computer per scandagliare tutti i siti specializzati e sfruttare le competenze ed il potere di contrattazione di un professionista.
Vuoi sapere come svolgo questa attività ?
Contattami
La tua nuova casa ti sta aspettando ... 


lunedì 23 dicembre 2013

Mercato Immobiliare 2013

Secondo Nomisma, la società indipendente di ricerca, il 2013 dovrebbe chiudersi con un calo dei prezzi intorno all’8,3%, mentre il numero totale di transazioni dovrebbe avvicinarsi alle 400mila unità, ancora in calo rispetto al 2012, quando si erano attestate intorno alle 444mila, e già si parlava di un balzo indietro di trent’anni ai livelli degli anni ‘80. Sempre utilizzando i dati del 2012 è bene sottolineare che un anno fa gli acquisti con relativa accensione di un mutuo ipotecario erano crollati addirittura del 38,6% rispetto al 2011, mentre il valore dei mutui erogati si era fermato a 19,6 miliardi, a fronte dei 34,3 miliardi erogati nel 2011: un meno 42,8%. Secondo il rapporto MedioFimaa nei primi nove mesi del 2013 si è registrata un’ulteriore contrazione del 12% (a 18,9 miliardi di euro). In tre anni quindi le erogazioni si sono più che dimezzate, passando dai 58,2 miliardi di euro del 2010 ai circa 23,4 attesi per fine 2013.

Fonte Nomisma

venerdì 20 dicembre 2013

Osservatorio Mercato Immobiliare

I dati dell’Osservatorio mercato immobiliare (Omi) dell’Agenzia delle Entrate resi pubblici in questi giorni mostrano che anche nel trimestre che va da luglio a settembre del 2013, il mercato immobiliare ha continuato a mostrare il segno meno – anche se ci sono alcuni segnali che permettono un cauto ottimismo sul tema dell’uscita dalla crisi. Ci che cosa si tratta?
Nel terzo trimestre è continuato il trend di flessione che caratterizza il settore, ma si registra un minore flessione percentuale rispetto ai mesi precedenti. Detto in altre parole, la flessione tra luglio e settembre 2013 ha registrato una flessione del 6,6% nei confronti dello stesso periodo dell’anno passato. Un trend in flessione, ma meno negativo di quello che si registrava nel  trimestre precedente: tra aprile-giugno 2013 e 2012 il calo registrato è stato del 7,7%.
Se si scende ai numeri bruti, si può rilevare che le compravendite di immobili a uso residenziale nel periodo in esame sono state complessivamente 91.051, per un calo del 5,1%rispetto al terzo trimestre 2012. Il calo è ancora più marcato – il 6,6% – per il settore delle pertinenze – per un numero complessivo di 71.807 compravendite.
Annotazione pseudo-leghista: il mercato immobiliare soffre meno al Nord – nel quale il calo è “solo” del 4,1% -, contro il -4,3% al centro ed il -7,5% al Sud.
Fonte economia.leonardo.it

mercoledì 23 ottobre 2013

Guida alle aste immobiliari.

Come annunciato nei giorni scorsi, il Consiglio nazionale del notariato (Cnn) e undici tra le principali Associazioni dei consumatori (Adoc, Altroconsumo, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori) hanno presentato una guida pratica per il cittadino sull'acquisto delle case all'asta.
Il vademecum può essere scaricato dal sito del Notariato (www.notariato.it) e da quello delle associazioni che hanno partecipato al progetto.  
Scopo della guida è quello di dipanare i dubbi più frequenti, indicando nel dettaglio i passaggi necessari, specificando la documentazione richiesta e le procedure da seguire. Tutto con un "linguaggio estremamente semplice e accessibile a chiunque”, ha sottolineato Albino Farina, consigliere nazionale di Cnn. 
In un momento complicato come quello che il Paese sta attraversando, le aste sembrano rappresentare uno strumento per acquistare immobili a prezzi piú contenuti di quelli di mercato. 
Lo dimostra il fatto che, stando ai dati del Cnn, nei primi sei mesi del 2012 sono state 23.000 le vendite effettuate, con una previsione di crescita per il secondo semestre del 18%, che dovrebbe portare a un netto superamento della cifra di 38.900 raggiunta nel 2011.

Consulta la guida clicca qui.

giovedì 10 ottobre 2013

martedì 17 settembre 2013

Domanda e offerta

La bella notizia del semestre è legata alla crescita della domanda di immobili: tanto le domande di compravendita quanto quelle di locazione tornano a salire. Dopo una flessione iniziata nello scorso semestre e proseguita fino ad aprile 2013, da maggio si è registrata una netta inversione di tendenza della domanda locativa, cresciuta del 9% nell’ultimo semestre; più regolare la domanda di immobili in vendita, che è cresciuta lentamente, ma in modo costante (+7% nel semestre). Questo incremento si spiega anche con la presenza di una parte di domanda non soddisfatta negli ultimi anni, che si è sommata alla nuova domanda. Le rilevazioni sono in perfetta linea con i dati più recenti sui mutui per acquisto casa: anche qui, per quel che riguarda gli ultimi due mesi, si è sottolineata una leggera ripresa della domanda di finanziamento.
Per quel che concerne l’offerta (sia essa di locazione o di vendita), la crescita iniziata ad ottobre 2012 è proseguita senza sosta: nel primo semestre del 2013 gli indici dell’offerta in vendita e in locazione sono cresciuti rispettivamente del 5% e di oltre il 12%. Va detto, tuttavia, che la disponibilità sul mercato di immobili in vendita resta di molto superiore a quella di immobili in locazione, data la scarsa propensione degli Italiani ad affittare una loro proprietà: evidentemente, la tradizionale diffidenza degli italiani a locare sta lasciando spazio ad un maggior bisogno di mettere a reddito gli immobili, bisogno che si unisce ad un accresciuto timore per quel che riguarda le tasse da pagare sugli immobili sfitti.

martedì 6 agosto 2013

Evoluzione del RTB

Ossigeno per il sistema immobiliare. Sul tema del rent to buy, il Consiglio Nazionale del Notariato ha recentemente sottoposto all’attenzione del legislatore l’opportunità di intervenire non solo sul piano tributario ma anche sotto il profilo civilistico, per promuovere l’utilizzo di questa formula contrattuale che potrebbe favorire la ripresa delle contrattazioni nel settore immobiliare.
Oggi, infatti, con il termine rent to buy si intende un’operazione unitaria -che può svilupparsi in forme diverse – attraverso la quale, viene assicurato a chi ha intenzione di acquistare un immobile, la possibilità di conseguire da subito il godimento dell’immobile individuato, con pagamento di un canone di locazione periodico e di rinviare a un momento successivo l’acquisto del diritto di proprietà sull’immobile e il pagamento del corrispettivo residuo, imputando, eventualmente, in tutto o in parte, al corrispettivo ancora dovuto i canoni pagati in precedenza. Attualmente queste operazioni scontano, sia dal lato dell’acquirente che dal lato del venditore una doppia imposizione: inizialmente come locazione e, al momento del trasferimento, come vendita. La proposta di modifica del regime tributario del rent to buy è stata presentata in occasione dell’audizione formale del Consiglio Nazionale del Notariato per l’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in commissione finanze del Senato, lo scorso 25 giugno.
La proposta prevede l’introduzione di un meccanismo di credito d’imposta, ossia uno strumento che assicuri sia all’acquirente sia al venditore, il recupero, almeno in parte, al momento della vendita, delle imposte versate sui canoni di locazione, limitatamente ai canoni imputati in tutto o in parte al corrispettivo dovuto per la successiva compravendita.

Fonte: Denaro.it

mercoledì 31 luglio 2013

Girls power !!!

quando si parla di statistiche economiche in italia si usa sempre l'espressione "le famiglie". le famiglie spendono, le famiglie comprano, le famiglie investono. risulta invece che quasi una casa su due è acquistata da una sola persona, con una crescita netta in questi anni della quota femminile
come racconta la giornalista antonella de gregorio sul corriere della sera, negli stati uniti la tendenza è come sempre più evidente. dall'altra parte dell'atlantico, infatti, le donne single rappresentano il 20% del mercato immobiliare, contro il 10% degli uomini single
da noi le cose stanno prendendo la stessa piega. se in generale gli acquirenti di immobili in italia sono al 60% uomini e al 40% donne, se si considerano solo i single il divario comincia ad annullarsi (52 contro 48%). in questi casi, inoltre, la spesa è quasi la stessa: 205mila euro in media lui, 204mila euro in media lei
la crescita appare inarrestabile se si guarda alle richieste di mutui, con una impressionante crescita del 70% dal 2011 al 2012, ossia in piena crisi del credito.chi vuole vendere casa è avvisato: le donne sono già il presente della domanda immobiliare

Fonte : idealista.it

venerdì 19 luglio 2013

Quanto ci vuole per vendere casa ?

se la difficoltà di accesso al credito e la crisi economica hanno fatto crollare le compravendite, vendere casa comporta più tempo e fatica che in passato. i tempi medi per chiudere una trattativa hanno raggiunto gli 8,5 mesi per gli immobili residenziali. chi vuol portare a termine l'operazione, inoltre, deve essere disposto a ribassare le proprie aspettative e a stabilire prezzi che siano più conformi a quelli di mercato e alle esigenze della domanda
secondo i dati di nomisma per vendere oggi una casa ci vogliono 8,5 mesi per un immobile residenziale, 10.4 mesi per gli uffici, 9,8 mesi per i negozi e 7 mesi per i box auto. un allungamento di circa un mese e mezzo per ogni classe. se l'offerta è tanta e la domanda è poco chi vuol compare valuta sempre più elementi dell'immobile, non ultima anche l'utilizzo di nuove metologie costruttive e il risparmio energetico
è inoltre importante stabilire il prezzo giusto per quell'immobile. un valore che deve essere quanto più realistico possibile legato alla realtà del mercato e non alle aspettative, spesso irrealistiche del venditore. è importante quindi contrattare la perizia di un professionista che difende anche da possibili imprevisti che potrebbero bloccare la vendita. il compratore è oggi molto più selettivo e fa sempre più attenzione alle spese straordinarie che possono essere legate all'acquisto di un particolare immobile
Fonte: Nomisma

lunedì 15 luglio 2013

adesso il miglior momento per comprare

In questo periodo di recessione e ristrettezza economica può sembrare avventato parlare di acquisto di una casa, ma al contrario di quel che si può pensare secondo gli esperti di settore è proprio questo il momento di comprare immobili. I prezzi del mattone sono calati in maniera considerevole, i tassi d’interesse di riferimento sui mutui sono bassi e numerosi proprietari si stanno decidendo a ridurre le pretese, pur di riuscire a vendere. Chiaramente non è comunque facile fare questa mossa, però ” i migliori affari sono quelli controcorrente”, come ricordava l’opinionista americano Quentin Weeb sul New York Times. Avere disponibilità di liquidi, naturalmente in una operazione come questa, aiuta; giusto per non doversi rivolgere necessariamente alle banche per un prestito o quantomeno per limitare la cifra richiesta. L’ostacolo principale da superare, infatti, è riuscire ad ottenere un mutuo, tanto che, in base ai dati raccolti dall’Albi nell’ultimo semestre, il 60% di quanti hanno comprato un immobile hanno impiegato soldi propri. Allo stesso modo la quota di transazioni sostenute da mutuo è calata dal 65,5% del primo semestre 2011 al 41,6% del primo trimestre 2013. I mutui concessi, inoltre, coprono mediamente solo la metà del valore dell’immobile. Per coloro che invece dispongono di un capitale in contanti sufficiente, o che riescono ad ottenere la fiducia delle banche, il momento è quello giusto; l’ultimo Rapporto sul mercato immobiliare delle 13 maggiori città italiane presentato da Nomisma, prevede che a fine 2013 i prezzi delle case saranno calati del 5,6% rispetto all’anno precedente, con un calo nominale dei valori immobiliari del 16% rispetto al 2008. Non solo; la stagnazione del mercato delle case sta spingendo numerosi proprietari a vendere le proprie case a prezzi inferiori rispetto alle aspettative, con sconti medi del 16,5% nel primo semestre dell’anno. Un lento recupero dovrebbe cominciare ad iniziare dal prossimo anno. Anche per quanto riguarda i mutui la situazione potrebbe migliorare almeno leggermente, nonostante i cordoni delle banche rimangano chiusi e gli spread piuttosto alti. L’importo medio dei mutui erogati nei primi quattro mesi dell’anno, secondo l’ultimo Osservatorio di Mutuionline.it, è infatti in ulteriore calo (a 126. mila euro circa). Ad ogni modo i tassi di riferimento delle banche sono tra i più bassi di sempre e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ridurre gli spread. Fonte: LeggiOggi.it

giovedì 9 maggio 2013

Primi segnali positivi

Italiani ottimisti, pur mantenendo sempre una certa cautela di fronte al mercato immobiliare. Secondo una recente analisi condotta da Immobiliare.it il primo trimestre del 2013 vede un nuovo aumento del numero di chi pensa sia un buon momento per comprare casa. La propensione all'acquisto immobiliare torna a salire oltre la soglia psicologica del 50%, arrivando al 55%, ben sei punti percentuali in più rispetto ad un anno fa. "Da un lato torna la voglia di guardare al mercato della casa, consapevoli che questo sia tempo per trovare buone occasioni d’investimento – dichiara Carlo Giordano, amministratore delegato di Gruppo Immobiliare.it – dall’altro resta costante l’idea che vendere ciò che già si possiede sia poco remunerativo, viste le difficoltà a trovare un acquirente. Sono queste due variabili i fattori che il settore deve tenere a mente nel suo tentativo di trovare una soluzione alla forte contrazione del mercato registrata nel 2012". E' in crescita di circa tre punti rispetto all'anno precedente (72%) la percentuale degli italiani che ritengono non sia un buon momento per vendere, secondo quanto emerge dall'indagine di Immobiliare.it. Quelli convinti che ci siano oggi buone opportunità per vendere sono il 12% del totale, mentre il 10,5% degli intervistati preferirebbe attendere un altro anno per vendere. Gli attendisti dal punto di vista dell’acquisto, invece, aumentano di ben 7 punti percentuali: per il 25,2% sarebbe meglio rimandare l’investimento sul mattone di almeno dodici mesi, per assicurarsi che lo scenario sia più stabile. Quanto alla percezione dell’andamento dei prezzi degli immobili gli italiani appaiono decisi: oltre il 60% del campione intervistato è convinto che questi caleranno ancora (era solo il 39,3% dodici mesi fa).
Fonte: Finanza.com

venerdì 26 aprile 2013

Qualche notizia positiva...

Non si arresta la ripresa del mercato immobiliare statunitense. Segni positivi a marzo negli Usa, infatti, non solo per le compravendite (+8,4%) ma anche per l'andamento dei prezzi, in continua salita dall'inizio del 2013. E' quanto emerge dal National Housing Report di RE/MAX relativo al mese di marzo che regala una panoramica sull’andamento immobiliare in 52 aree metropolitane degli Stati Uniti.

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martedì 23 aprile 2013

La paura cresce ...

La preoccupazione maggiore per quasi quattro famiglie italiane su 10 (37,6%) è quella di non riuscire a pagare le rate del mutuo nel corso del 2013.

Lo dicono i dati raccolti da una ricerca Censis-Confcommercio su fiducia e aspettative nei primi mesi di quest'anno.

Risulta ai minimi, rispetto a quanto rilevato nei quattro anni precedenti, anche il numero di famiglie che prevedono di effettuare una spesa consistente, come la ristrutturazione della casa  (a cui sta rinunciando il 72,5% del campione), l'acquisto di un elettrodomestico (-68,4%) o di un mezzo di trasporto (-78,9%).

Cresce, al contrario la percentuale di famiglie che per il momento rinvia questo tipo di spese. 
Non solo casa naturalmente in cima alle priorità degli italiani.

Per quasi il 30% ciò che preoccupa di più è far fronte alle scadenze delle tasse.

Per una quota minore di famiglie (12,6%) il cruccio maggiore riguarda il rischio di riduzione dello stipendio; l'11,6% teme di perdere il posto di lavoro.


Rispetto ai dati di un anno fa, marzo 2012, aumenta dall'11 al 17% la percentuale di famiglie che dichiara di non essere riuscita a coprire totalmente con le proprie entrate mensili le spese correnti, che ricorre, così, sempre più frequentemente ad utilizzare i risparmi in banca (44%), a piccoli prestiti ad amici o conoscenti (27%) e, non ultimo, a rinviare i pagamenti procrastinabili (32% contro il 13% registrato un anno fa).

Fonte: MonitorImmobiliare.it

venerdì 22 febbraio 2013

Il vero problema del mattone sono i prezzi irrealistici delle case

nel 2012 tutto il mercato immobiliare è stato caratterizzato da una tendenza al ribasso: giù le comprandite (-17,22%), i prezzi delle case (-11,98%) e delle locazioni (-5,60%). ma la flessione del costo delle case, non è stato sufficiente a far ripartire il settore, dato che i valori richiesti dai proprietari sono ancora lontani da quelli di mercato. è quanto emerge dal report fiaip che vede una lenta ripresa solo nella seconda parte del 2013 sempre e quando il paese raggiunga una stabilità politica ed economica


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martedì 15 gennaio 2013

Rapporto prezzi immobili e potere di acquisto


I prezzi delle case in Italia superano del 12% il potere d'acquisto degli stipendi.

A indicarlo il settimanale The Economist nel suo ultimo rapporto sul mercato immobiliare relativo al 2012.

Esistono due fattori per misurare l'equilibrio dei prezzi.

Il “Price to rent” si calcola mettendo in relazione il prezzo medio dell'affitto con il prezzo medio dell'acquisto.

Se i due fattori sono in equilibrio il rapporto è zero.

Nel caso dell'Italia, l'Economist indica che il rapporto è addirittura negativo, a meno 1, e comunque prossimo allo zero.

C'è poi il “Price to income” dove si mette in relazione il prezzo di acquisto con gli stipendi medi.

Da questo risulta che le case italiane costano un 12% di troppo: facendo una media tra i due valori, l'eccesso sui prezzi risulta pari al 6%.

I prezzi tuttavia sarebbero già diminuiti del 4% nel 2012 e dell'11,3% rispetto all'ultimo trimestre del 2007, considerato a livello mondiale il culmine della curva crescente dei valori delle abitazioni.

Il nostro Paese viene indicato dall'Economist nel novero di quelli la cui la diminuzione dei prezzi si è accentuata l'anno scorso, anche se i cali più drastici dell'ultimo quinquiennio sono avvenuti in Irlanda (-49,4%) e in Spagna (-24,3%).

Il paese iberico presenta inoltre il maggior crollo del 2012 (-9,3%) mentre in Italia la discesa è cominciata leggermente più tardi, nel terzo trimestre 2008.



In altri paesi

Fonte : monitorimmobiliare.it