“Gli ultimi dati sugli sfratti, che vedono un aumento del 60% dei provvedimenti esecutivi per necessità del locatore, dimostrano che l'aumento di tassazione sugli immobili ha creato una vera e propria emergenza locatori”.
È quanto denuncia la Confedilizia, rilevando che il fenomeno che si sta verificando sempre di più a partire dall'inizio del 2012 è quello della dismissione dei contratti in essere da parte dei proprietari di immobili dati in affitto.
Alla scomparsa dell'acquisto di immobili da affittare (i cui riflessi si sono visti nel crollo del numero di compravendite) e al mancato rinnovo dei contratti al termine del periodo concordato, si sta dunque aggiungendo il fenomeno dell’interruzione dei contratti di locazione in essere da parte dei proprietari che, pur di non continuare a pagare le imposte su un bene che non rende più, rientrano in possesso del proprio immobile anticipatamente per destinarlo alla vendita.
Fonte: MonitoImmobiliare.it
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Sei pronto a vendere casa ?
martedì 27 agosto 2013
martedì 6 agosto 2013
Evoluzione del RTB
Ossigeno per il sistema immobiliare. Sul tema del rent to buy, il Consiglio Nazionale del Notariato ha recentemente sottoposto all’attenzione del legislatore l’opportunità di intervenire non solo sul piano tributario ma anche sotto il profilo civilistico, per promuovere l’utilizzo di questa formula contrattuale che potrebbe favorire la ripresa delle contrattazioni nel settore immobiliare.
Oggi, infatti, con il termine rent to buy si intende un’operazione unitaria -che può svilupparsi in forme diverse – attraverso la quale, viene assicurato a chi ha intenzione di acquistare un immobile, la possibilità di conseguire da subito il godimento dell’immobile individuato, con pagamento di un canone di locazione periodico e di rinviare a un momento successivo l’acquisto del diritto di proprietà sull’immobile e il pagamento del corrispettivo residuo, imputando, eventualmente, in tutto o in parte, al corrispettivo ancora dovuto i canoni pagati in precedenza. Attualmente queste operazioni scontano, sia dal lato dell’acquirente che dal lato del venditore una doppia imposizione: inizialmente come locazione e, al momento del trasferimento, come vendita. La proposta di modifica del regime tributario del rent to buy è stata presentata in occasione dell’audizione formale del Consiglio Nazionale del Notariato per l’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in commissione finanze del Senato, lo scorso 25 giugno.
La proposta prevede l’introduzione di un meccanismo di credito d’imposta, ossia uno strumento che assicuri sia all’acquirente sia al venditore, il recupero, almeno in parte, al momento della vendita, delle imposte versate sui canoni di locazione, limitatamente ai canoni imputati in tutto o in parte al corrispettivo dovuto per la successiva compravendita.
Fonte: Denaro.it
Oggi, infatti, con il termine rent to buy si intende un’operazione unitaria -che può svilupparsi in forme diverse – attraverso la quale, viene assicurato a chi ha intenzione di acquistare un immobile, la possibilità di conseguire da subito il godimento dell’immobile individuato, con pagamento di un canone di locazione periodico e di rinviare a un momento successivo l’acquisto del diritto di proprietà sull’immobile e il pagamento del corrispettivo residuo, imputando, eventualmente, in tutto o in parte, al corrispettivo ancora dovuto i canoni pagati in precedenza. Attualmente queste operazioni scontano, sia dal lato dell’acquirente che dal lato del venditore una doppia imposizione: inizialmente come locazione e, al momento del trasferimento, come vendita. La proposta di modifica del regime tributario del rent to buy è stata presentata in occasione dell’audizione formale del Consiglio Nazionale del Notariato per l’indagine conoscitiva sulla tassazione degli immobili in commissione finanze del Senato, lo scorso 25 giugno.
La proposta prevede l’introduzione di un meccanismo di credito d’imposta, ossia uno strumento che assicuri sia all’acquirente sia al venditore, il recupero, almeno in parte, al momento della vendita, delle imposte versate sui canoni di locazione, limitatamente ai canoni imputati in tutto o in parte al corrispettivo dovuto per la successiva compravendita.
Fonte: Denaro.it
lunedì 5 agosto 2013
Senza APE contratti di affitto NULLI !!!
Nella conversione in legge del decreto 4 giugno 2013 n° 63 la Camera dei deputati ha approvato una norma che prevede la nullità dei contratti di locazione privi di attestazione energetica.
Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari) in una nota stampa ribadisce come “questa norma rischia di rallentare ancora di più le compravendite e penalizzare in particolar modo il mercato delle locazioni”.
“Riteniamo – dichiara il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi (foto), che ciò assesti un altro colpo al mercato immobiliare, dopo quello che rende responsabili gli agenti immobiliari per gli annunci che verranno pubblicati senza l’indice di prestazione energetica”.
Fiaip auspica dunque una "risoluzione a breve del problema e si augura che i rappresenti del Governo possano portare al più presto rimedio alla situazione".
“Ci auguriamo – conclude Righi – che il Governo non si limiti alle mera valutazione sull’opportunità di modificare il provvedimento nella prima occasione utile, ma ponga un vero e proprio rimedio in tempi congrui”.
Fonte: MonitorImmobiliare.it
Fiaip (Federazione italiana degli agenti immobiliari) in una nota stampa ribadisce come “questa norma rischia di rallentare ancora di più le compravendite e penalizzare in particolar modo il mercato delle locazioni”.
“Riteniamo – dichiara il presidente nazionale Fiaip, Paolo Righi (foto), che ciò assesti un altro colpo al mercato immobiliare, dopo quello che rende responsabili gli agenti immobiliari per gli annunci che verranno pubblicati senza l’indice di prestazione energetica”.
Fiaip auspica dunque una "risoluzione a breve del problema e si augura che i rappresenti del Governo possano portare al più presto rimedio alla situazione".
“Ci auguriamo – conclude Righi – che il Governo non si limiti alle mera valutazione sull’opportunità di modificare il provvedimento nella prima occasione utile, ma ponga un vero e proprio rimedio in tempi congrui”.
Fonte: MonitorImmobiliare.it
mercoledì 31 luglio 2013
Girls power !!!
quando si parla di statistiche economiche in italia si usa sempre l'espressione "le famiglie". le famiglie spendono, le famiglie comprano, le famiglie investono. risulta invece che quasi una casa su due è acquistata da una sola persona, con una crescita netta in questi anni della quota femminile
come racconta la giornalista antonella de gregorio sul corriere della sera, negli stati uniti la tendenza è come sempre più evidente. dall'altra parte dell'atlantico, infatti, le donne single rappresentano il 20% del mercato immobiliare, contro il 10% degli uomini single
da noi le cose stanno prendendo la stessa piega. se in generale gli acquirenti di immobili in italia sono al 60% uomini e al 40% donne, se si considerano solo i single il divario comincia ad annullarsi (52 contro 48%). in questi casi, inoltre, la spesa è quasi la stessa: 205mila euro in media lui, 204mila euro in media lei
la crescita appare inarrestabile se si guarda alle richieste di mutui, con una impressionante crescita del 70% dal 2011 al 2012, ossia in piena crisi del credito.chi vuole vendere casa è avvisato: le donne sono già il presente della domanda immobiliare
Fonte : idealista.it
Fonte : idealista.it
venerdì 19 luglio 2013
Quanto ci vuole per vendere casa ?
se la difficoltà di accesso al credito e la crisi economica hanno fatto crollare le compravendite, vendere casa comporta più tempo e fatica che in passato. i tempi medi per chiudere una trattativa hanno raggiunto gli 8,5 mesi per gli immobili residenziali. chi vuol portare a termine l'operazione, inoltre, deve essere disposto a ribassare le proprie aspettative e a stabilire prezzi che siano più conformi a quelli di mercato e alle esigenze della domanda
secondo i dati di nomisma per vendere oggi una casa ci vogliono 8,5 mesi per un immobile residenziale, 10.4 mesi per gli uffici, 9,8 mesi per i negozi e 7 mesi per i box auto. un allungamento di circa un mese e mezzo per ogni classe. se l'offerta è tanta e la domanda è poco chi vuol compare valuta sempre più elementi dell'immobile, non ultima anche l'utilizzo di nuove metologie costruttive e il risparmio energetico
è inoltre importante stabilire il prezzo giusto per quell'immobile. un valore che deve essere quanto più realistico possibile legato alla realtà del mercato e non alle aspettative, spesso irrealistiche del venditore. è importante quindi contrattare la perizia di un professionista che difende anche da possibili imprevisti che potrebbero bloccare la vendita. il compratore è oggi molto più selettivo e fa sempre più attenzione alle spese straordinarie che possono essere legate all'acquisto di un particolare immobile
Fonte: Nomisma
lunedì 15 luglio 2013
adesso il miglior momento per comprare
In questo periodo di recessione e ristrettezza economica può sembrare avventato parlare di acquisto di una casa, ma al contrario di quel che si può pensare secondo gli esperti di settore è proprio questo il momento di comprare immobili. I prezzi del mattone sono calati in maniera considerevole, i tassi d’interesse di riferimento sui mutui sono bassi e numerosi proprietari si stanno decidendo a ridurre le pretese, pur di riuscire a vendere. Chiaramente non è comunque facile fare questa mossa, però ” i migliori affari sono quelli controcorrente”, come ricordava l’opinionista americano Quentin Weeb sul New York Times.
Avere disponibilità di liquidi, naturalmente in una operazione come questa, aiuta; giusto per non doversi rivolgere necessariamente alle banche per un prestito o quantomeno per limitare la cifra richiesta. L’ostacolo principale da superare, infatti, è riuscire ad ottenere un mutuo, tanto che, in base ai dati raccolti dall’Albi nell’ultimo semestre, il 60% di quanti hanno comprato un immobile hanno impiegato soldi propri. Allo stesso modo la quota di transazioni sostenute da mutuo è calata dal 65,5% del primo semestre 2011 al 41,6% del primo trimestre 2013. I mutui concessi, inoltre, coprono mediamente solo la metà del valore dell’immobile.
Per coloro che invece dispongono di un capitale in contanti sufficiente, o che riescono ad ottenere la fiducia delle banche, il momento è quello giusto; l’ultimo Rapporto sul mercato immobiliare delle 13 maggiori città italiane presentato da Nomisma, prevede che a fine 2013 i prezzi delle case saranno calati del 5,6% rispetto all’anno precedente, con un calo nominale dei valori immobiliari del 16% rispetto al 2008. Non solo; la stagnazione del mercato delle case sta spingendo numerosi proprietari a vendere le proprie case a prezzi inferiori rispetto alle aspettative, con sconti medi del 16,5% nel primo semestre dell’anno. Un lento recupero dovrebbe cominciare ad iniziare dal prossimo anno.
Anche per quanto riguarda i mutui la situazione potrebbe migliorare almeno leggermente, nonostante i cordoni delle banche rimangano chiusi e gli spread piuttosto alti. L’importo medio dei mutui erogati nei primi quattro mesi dell’anno, secondo l’ultimo Osservatorio di Mutuionline.it, è infatti in ulteriore calo (a 126. mila euro circa). Ad ogni modo i tassi di riferimento delle banche sono tra i più bassi di sempre e alcuni istituti di credito hanno iniziato a ridurre gli spread.
Fonte: LeggiOggi.it
venerdì 12 luglio 2013
Variabile vs Fisso
Il tasso variabile batte quello fisso.
Più del 61% delle persone che chiedono un mutuo lo ha preferito infatti con questa modalità e quasi il 39% ha scelto una durata tra i 30-40 anni.
È quanto emerge dal più recente Osservatorio di MutuiOnline.it, secondo cui oltre il 72% delle richieste è dovuto all'acquisto della prima casa (pur continuando a tenere il mercato delle seconde case).
Per il 5,6% dei richiedenti la motivazione è la ristrutturazione o la costruzione di un'abitazione, mentre più del 10% fa domanda di un mutuo per una sostituzione o surroga.
L'importo medio dei mutui erogati, tra gennaio e aprile di quest'anno, è stato pari a 126.452 euro, in diminuzione rispetto ai 128.102 euro del secondo semestre 2012.
A livello geografico, in linea con i trimestri precedenti, resta predominante il Nord, con più del 41% delle richieste, seguito dal Centro con il 37%, e poi dal Sud e dalle Isole con rispettivamente il 14% e il 7,3%.
Fonte : Monitorimmobiliare.it
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